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Catholic Anti-Modernism And the Modernity of Fascism: Integralist Catholicism, Nationalism, and Antisemitism in Fede e Ragione (1919-1929)

Author:

Nina Valbousquet

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About Nina

Nina Valbousquet holds her PhD in history from Sciences Po Paris (June 2016). She is currently (2016-2018) a postdoctoral fellow at the Center for Jewish History (NYC) and a visiting scholar at the Department of Judaic studies at New York University.

Her research interests include Jewish-Christian relationships, antisemitism, fascism, and political Christianity. Her published and forthcoming works appear in Revue Riassunto (2017), Cahiers de la Méditerranée (2017), Modern Italy and Journal of Modern Italian Studies (2018). She has also recently contributed to two forthcoming volumes (2017), to be published in Italy, on Cardinal Pietro Gasparri (Aracne) and on the pontificate of Benedict XV (Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII). Her book project Rome, Zion, and the Fasces: Italian Catholics and Antisemitism in Europe (1918-1946) won the 2017 Peter Lang Young Scholars Competition in Modern Italian Studies (planned for publication in 2019 in the ‘Italian Modernities’ book series).

Previously, during her PhD, she was also a fellow at the Ecole Française de Rome, Yale University, Fondation pour la Mémoire de la Shoah, Columbia University, and at the Holocaust Educational Foundation (Northwestern University).
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Abstract

L’antimodernismo cattolico e la modernità del fascismo

Cattolici integrali, nazionalismo e antisemitismo in Fede e Ragione (1919-1929)

Mentre la storiografia si è spesso concentrata sulle relazioni tra gerarchie fasciste e cattoliche nel processo di avvicinamento che porta agli accordi Lateranensi, questo articolo propone invece di soffermarsi più attentamente sul rapporto ambivalente dei cattolici integrali con il fascismo, dimostrando che l’adesione di questa corrente più intransigente della cultura cattolica italiana con il fascismo fu in realtà tortuoso ed incompiuto. Tramite l’esempio della rivista cattolica Fede e Ragione, fondata a Firenze nel 1919 e poi trasferita a Fiesole, questo saggio individua i motivi di consenso al regime fascista ma anche i fattori di tensione con la modernità fascista. Legata all’eredità antimodernista del ‘partito di Pio X’ e alla sua impostazione ecclesiocentrica, Fede e Ragione si pose come voce critica del fascismo sansepolcrista anticlericale in un primo tempo, e delle aspirazioni totalitarie e di religione politica del regime fascista in un secondo tempo. Tuttavia, le politiche più antimoderne del regime di Mussolini in campo sociale, religioso e demografico, sedussero sempre di più gli integrali. Il fascismo diventò per i cattolici di Fede e Ragione un baluardo contro ‘nemici’ comuni ed un opportuno strumento di repressione contro socialisti, popolari, liberali, massoni, protestanti ed ebrei. Portavoce di un antisemitismo cattolico integrale spiccato e segnato dalla collaborazione di Msgr Benigni, Fede e Ragione polemizzò contro la cosiddetta modernità ‘ebraica’, in particolare nei costumi e media moderni come il cinema, e sollecitò le autorità fasciste per una più severa censura. Nonostante la sua adesione alla conciliazione tra Chiesa e Stato italiano, la pubblicazione della rivista smise nel dicembre 1929, dopo pressioni dalla Santa Sede su una voce troppo rumorosa del settarismo cattolico.
DOI: http://doi.org/10.18352/incontri.10217
How to Cite: Valbousquet, N., (2017). Catholic Anti-Modernism And the Modernity of Fascism: Integralist Catholicism, Nationalism, and Antisemitism in Fede e Ragione (1919-1929). Incontri. Rivista europea di studi italiani. 32(2), pp.80–94. DOI: http://doi.org/10.18352/incontri.10217
Published on 31 Dec 2017.
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